Come dobbiamo vestirci per affrontare un’escursione in montagna? La prima cosa da tener presente – ma se siamo appassionati escursionisti lo sappiamo bene – è che in montagna il tempo muta velocemente, specie quando saliamo oltre i duemila metri. Dunque il primo buon consiglio è quello di vestirsi a strati, così da adattare il nostro abbigliamento a condizioni climatiche sempre differenti. Ognuno di questi strati sarà diverso per ruolo e caratteristiche, specie in termini di termicità, idrorepellenza, traspirazione, elasticità. In inverno è richiesta un’attenzione maggiore che in estate, perché l’escursione termica che il nostro corpo deve subire, a causa del surriscaldamento prodotto dall’esercizio, può essere importante.

Affrontiamo oggi la parte superiore del corpo: data la vastissima offerta di giacche, giacconi, piumini, pile eccetera, come orientarsi?

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Una buona GIACCA DA TREKKING per proteggerci da vento, pioggia e neve

La giacca da trekking è lo strato più esterno. Deve proteggerci dagli agenti atmosferici – pioggia, neve e vento – dunque deve essere particolarmente resistente e dalla totale impermeabilità garantita, anche nelle finiture. Tuttavia, non deve impedire la traspirazione, per non farci ritrovare fradici di sudore dopo mezz’ora di arrampicata, dunque attenzione ai materiali. Il cappuccio è d’obbligo, meglio se regolabile, e molto utili sono tasche e tasconi per riporre piccoli oggetti o la tavoletta di cioccolata. Parliamo di abbigliamento tecnico invernale, pertanto la giacca deve mantenerci al caldo. Scegliete imbottiture interne in materiali come il Thermoguard e, per climi particolarmente impegnativi o per un comfort assoluto, dei capi dotati di pannelli riscaldanti su schiena e torace. Un esempio è la Giacca VOLTER SHIELD Regatta, che si può impostare su tre diversi livelli di temperatura.

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Una MAGLIA IN PILE per comfort e calore

Il pile va scelto di un peso compatibile con la temperatura, che varierà a seconda di stagione e di altitudine: più rigido il clima, più termico sarà il tessuto. Anche in questo caso lo scopo del capo è quello di difenderci dal freddo senza ostacolare la traspirazione. Se prevediamo un’uscita con temperature quasi polari, possiamo accoppiare due pile dal peso differente e liberarci dello strato più esterno quando con il movimento cominciamo a riscaldarci. Una scelta tecnica e leggera è la Maglia Regatta THOMPSON con collo a lupetto: è in pile Symmetry 170 trattato antipilling.

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L’INTIMO TECNICO per il benessere a contatto con la pelle

L’abbigliamento intimo è quello che sta a diretto contatto con il nostro corpo, dunque va scelto con attenzione. Sono capi che non si vedono e saremmo portati a sottovalutarne l’importanza (perché dovrei spendere denaro quando ho già biancheria intima in abbondanza?), ma questo è un grave errore: inutile investire su capi esterni termici e idrorepellenti se poi infradiciamo di sudore la canottiera! Dunque puntate senza alcun dubbio sull’acquisto di maglie e calzamaglie tecniche: in lana merino se volete privilegiare il calore o in tessuti tecnici per assicurarvi la massima traspirazione. Un ottimo esempio è la Maglia intima nera LOFFLER WARM, prodotta con l’esclusiva con tecnologia Transtex® a due strati: Polipropilene esternamente e Cotone/Modal sulla pelle.

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