A maggio la natura è in fiore e le piante esibiscono i loro colori più belli. A primavera piena, il bravo giardiniere sa che i giochi sono ormai fatti: le piante già a dimora vanno lasciate dove sono, ma c’è ancora tempo per i nuovi impianti. Prepariamo la zona con terreno soffice e ricco, sabbia e concime organico. Quindi interriamo le piante pareggiando la terra al livello di quando si trovavano in vaso. Per facilitarci il lavoro usiamo un buon trapiantatore, come il trapiantatore Agef, con manico in legno cerato. Quanto alle varietà: se vogliamo mettere a dimora delle rose dobbiamo affrettarci, per non perdere la fioritura. Per le piante da frutto è tardi: si può fare, ma fruttificheranno la primavera prossima.

Non è tardi invece per concimare: utilizzate del concime organico oppure del granulare a lenta cessione. Le temperature più calde che miti ci permettono di sistemare all’esterno le piante che in inverno avevamo ricoverato in casa o in serra. Se le ospitiamo al riparo di una tettoia, non dimentichiamo di garantire loro le necessarie innaffiature! In caso di assenze prolungate possiamo contare su un idratatore: il dosatore Stilla, a esempio, tiene umida la terra grazie alla speciale porosità del cono di terracotta. L’acqua contenuta nella bottiglia defluisce lentamente, e la pianta si bagna per semplice caduta.

Il prato va tosato circa ogni dieci giorni. Rimuovete le erbe infestanti prima che arrivino a maturazione sparpagliando i loro semi. Tenete sempre a portata di mano una buona zappetta, come la Zappetta Agef quadra bidente con stelo e manico in faggio cerato. Le innaffiature – quando servono – vanno effettuate alla sera o al mattino presto (se avete un impianto automatico, programmatelo di notte).

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